Vi ho lasciati con l’arrivo dell’estate e con la degustazione del CUCCIOLONE ALGIDA, vi ritrovo con i primi sussulti del generale autunno (era “generale inverno”? E chi se ne fotte! Sto via quattro mesi e mica mi farete i pignoli, no?), quindi la voglia di stare al caldo e di consumare un bel minestrone in busta.
Scelgo un prodotto indie, di un’azienda che nessuno di voi -tranne avanzi di galera e morti di fame- conoscerà.
L’inverno scorso ci occupammo della PASTA E FAGIOLI COOP, oggi ci dirigiamo in Toscana, assaggiando la holaholaholahannuccia… (ahahah, sono rimasto lo stesso mattacchione di prima), dicevo, assaggiando la ZUPPA DI FARRO ALLA TOSCANA.
Con questa busta da 89 centesimi di euro, gli amici del FIORILE puntano in alto: desiderano sfamare tre persone con 110 grammi di ZUPPA DI FARRO ALLA TOSCANA, infatti in alto a sinistra appare l’angolino rosso con la scritta “3 PORZIONI”.
Abbiamo già discusso di come i marchi più o meno conosciuti puntino sul genuino, ovvero sul fatto che la bontà della produzione elimini le differenze con gli stessi piatti fatti in casa. Un altro termine di cui spesso si abusa è “TRADIZIONALE”.
Fra gli ingredienti è -con grande sorpresa- presente il farro, poi i fagioli e per non far mancare il peso morale della tradizione toscana troviamo una bella manciata di lattosio e glutammato monosodico che le nonne a Follonica (GR) coglievano quotidianamente dai campi per preparare le zuppe.
Le procedure per la realizzazione di questa ricetta sono conosciute da noi fedeli consumatori di prodotti disidratati, ma il team del FIORILE riesce a fornire una spiegazia anche ai novellini.
La figura di una testa sprovvista di bulbi oculari e dentizione, con un ciuffo emo e copricapo da cuoco ci guida e ci assiste nella preparazione.
Il cuoco ipovedente emo verserà quindi 750 ml di acqua fresca nella nostra pentola, e il contenuto della busta (busta che nella diapositiva acquista la forma di un porta scopettone per il cesso).
Mentre un ectoplasma somigliante a Casper si eleverà dal pentolone, il provetto cuoco mescolerà di tanto in tanto a fuoco medio la nostra ZUPPA DI FARRO ALLA TOSCANA, i suoi fagioli “satellite” (pervenuti nel nostro censimento: uno per ogni quaranta grammi di prodotto) e il farro.
Tuttavia, l’acquirente potrà forse cogliere un’ambiguità di fondo nella tempistica consigliata per la preparazione, ovviamente gli amici del FIORILE nell’elaborazione del piatto avranno discusso animatamente sul minutaggio necessario, si saranno create delle violente correnti che anteponevano i dodiciminutisti che si sono accaparrati il retro.
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Contrapposti ai dieciminutisti, che avendo spuntato la lotta intestina con la prima fazione con metodi squadristi e antidemocratici, si sono aggiudicati la parte frontale della confezione. Voi fate un po’ come cazzo vi pare.

Alla fine il risultato sarà comunque questo (questo blog appoggia i dodiciminutisti, qualsiasi polemica contro la mia corrente verrà censurata: siete avvisati), ovviamente acquistato il prodotto e lasciandolo sul fuoco per SOLI dieci minuti resterete sempre con il dubbio di come sarebbe stato il vostro piatto con due minuti di pazienza in più.
Questa zuppa rievoca le immagini genuine dei primi anni del secolo scorso: la gente morente di tubercolosi in vicoli ciottolosi di piccole province della maremma, la lebbra, le sberle sulla coppa come motivo di intimidazione, la dissenteria fulminante, la diuresi involontaria durante eventi mondani.
Non avete capito cosa intendo?
Che è buonissima.
Voti:
Packaging: 2/5
Facilità di preparazione: 4/5
Qualità del prodotto: 0,5/5 (per la stessa cifra meglio una zuppa della COOP)
COMUNICAZIONE DI SERVIZIO:
E il concorso?
Lo ha vinto Francesca (numero due), che ha richiesto espressamente di non ricevere alcuna celebrazione. Il primo premio (100 grammi di pesto alla genovese) però glielo mando con calma, non per altro, ma dopo quattro mesi sono riuscito ad acquistarlo.
Di questo pesto giace nella mia casella di posta una recensione realizzata dalla genovese Larrycette, che sarà pubblicata in settimana.









Meno male che sei tornato!
Mmmh, sembra proprio invitante… volo a comprarla! Così vado in overdose di lattosio e muoio tra atroci sofferenze.
Finalmente un nuovo post
Era ora che tu tornassi, sono quattro mesi che mangio roba buona, non ce la facevo più…
;o)
roba buona? non dire queste cose neanche per scherzo.
Bentornato
Bentornato! Finalmente!
Ero in crisi di astinenza. Grazie di essere tornato. Valeva la pena aspettare comunque.
Il cuoco ipovedente emo!
Aaaaaah, che bello, l’autunno incipiente, il freddo, le giornate grigie e piovose, il camino acceso e una bella tazzona fumante di acqua e glutammato!
Sapore di casa!
Casa da single come me!
Grazie per essere tornato ad illuminarci !!!
w gli endemenutisti (chi appoggia gli undici minuti) mhuahahahaha
dimenticavo ben tornato
evviva! finalmente una nuova recensione!
ho vinto yeeeee!
un piatto tipicamente autunnale. che ricorda gli aromi e i profumi dei primi freddi. ideale poi per delle romantiche puzzette sotto al piumone
Peccato che Benoît Mandelbrot sia morto solo pochi giorni prima, sono sicura che avrebbe apprezzato quell’abbozzo di frattale disegnato dall’olio di oliva.
questa è carina.
Perchè non metti un punteggio anche per il profumo?
(PS.dodiciminutisti ftw!)
perché sono tutti molto simili, sfortunatamente. ad occhi chiusi non saprei distinguere le penne alla sorrentina da una paella.
Bellissimo il ritorno Indie, lo abbiamo apprezzato.
Ma se modifichi le ricette (chi ti ha detto di mettere l’olio nella minestra?!?1?) senza avvisarci, io poi compro la busta, non metto l’olio e non capisco come mai il voto sia cosi “alto”
dovete scusarmi ma ero arrugginito.
Bentornato!!!
Alla grande, oserei dire =D
PS aspetto con ansia la recensione dei piatti pronti Simmenthal =P
finalmente!! grandeee XD