Feeds:
Articoli
Commenti

Posts Tagged ‘buitoni’

IL POLLO VIENE MORBIDO E SUCCOSO COME MAI

E’ arrivato il momento. Il suo.
Ho visto per la prima volta la pubblicità de IL SACCOCCIO alle tre di notte.
Mi addormento sul divano e mi sveglio proprio durante la proiezione di questo spot; so che potrò passare per un idiota, ma vi assicuro che sono in buona compagnia, se non altro; infatti, lì per lì penso: wow, grandioso. Pollo disidratato con le polverine a corredo. Che figata!

In realtà non è, come molti pensano, un pollo disidratato con le polverine a corredo, e per questa ragione è doverosa una premessa (inutile per chi ha compreso da subito l’utilità del SACCOCCIO ): SACCOCCIO che per l’appunto consta di:

1) busta di plastica trasparente

poi un laccio e delle spezie.
Tutto il resto è noia.
Cioè, è un po’ come quando andiamo in qualche squallido bazar e veniamo colti dall’irrefrenabile desiderio di acquistare qualche utile accessorio elettrico emanante radiazioni senza bollino CE, tipo, chessò, il pela-mango, l’avvita tibie o i fucili giocattolo che fanno “pem pem pem”. Usciamo dal negozio e leggiamo “BATTERIES NOT INCLUDED” e qualche altra scritta cinese che ci augura morte e pestilenza. Uno poi ci rimane male.

Questo è signori miei, un off topic. E’ un off topic perché ho dovuto ADDIRITTURA comprare il POLLO CRUDO.

(l’etichetta è al contrario perché WORDPRESS non mi fa roteare la coscia; continua ad uscire un errore e allora fanculo.)

Il nostro SACCOCCIO si presenta in due versioni: alle ERBE PROVENZALI e GUSTO SAPORITO con la paprika dolce. Scelgo la seconda.

I designer BUITONI hanno fotografato qualche coscia di pollo fumante con un forchettone che penetra una di queste; la stessa immagine è stata usata per entrambe le versioni, ponendo alla sinistra una cuffa di paprika o erbette.

Acquistando il prodotto al supermercato (1,29 €), come già ampiamente detto, ridimensioneremo le nostre aspettative con la chiarissima descrizione posta in alto a sinistra.

–> SACCHETTO E SPEZIE PER COTTURA AL FORNO.

Quindi per la trascurabile parte della composizione del piatto che prevede l’utilizzo delle carni di un pollo, vi dovete -per usare un termine caro agli inglesi- inculare. E’ un po’ come quando acquistate i preparati per torte a quattro e rotti euro, poi sul retro c’è scritto che la torta è facilissima da preparare: basta che aggiungiate uova, yogurt, lievito pane degli angeli, i capelli degli angeli, il cerume degli angeli, il latte, salsa chilli, pezzi di copertone, lustrini, code di lucertola, un frammento della sindone, uno scontrino del conad, IL PREPARATO PER TORTE, e poi le vostre amiche irsute si leccheranno i baffi.

La confezione del nostro IL SACCOCCIO è asciutta e gradevole. Le procedure sono illustrate da ampio materiale fotografico, a prova di cretino.
Gli strumenti sono posti alle due estremità: nella parte alta troviamo il sacchetto di plastica e relativo laccio, la parte bassa contiene le spezie.

Preriscaldiamo il nostro forno a 200 gradi celsius, con golosa curiosità.


Portando nel cuore la consapevolezza che il sacchetto contenuto nella confezione de IL SACCOCCIO è tarato per un massimo di 8 (otto) cosce o 1 kg pollo in qualsiasi altro formato, adagiamo le otto estremità dei nostri quattro simpatici amici Gallus gallus domesticus nella busta di plastica.

E’ estremamente difficile scrivere quando quello che stai facendo richiede l’utilizzo di entrambe le mani, era solito affermare John Holmes.
Il punto è, amici miei, che un piatto adatto a duericcheporzioni, dev’essere anzitutto realizzabile anche dal batterista dei Def Leppard.

Come abilmente si destreggiava fra i fornelli la mammina dalla duplice espulsione uterale -ma dal fisico mozzafiato- della pubblicità, così noi rubiamo il mestiere a cotanta massaia, e aggiungiamo le polveri sottili dentro il sacco con i pezzettoni di pollo.

Inserita la polvere nel sacchetto, lo stesso andrebbe poi sigillato e agitato. Come si fa con il pandoro dopo averci ficcato lo zucchero a velo, chiaro?

Così prendo la mia fotocamerina compatta del cazzo e metto lo scatto sport -quello con il logo del pupetto malforme che corre-, per i soggetti in movimento, insomma.
Ok, inizialmente sarà stata progettata per immortalare le prodezze balistiche del figlio di qualche povero cristo che guarda il torneo degli esordienti sotto la pioggia di domenica mattina, però ci provo comunque.



Così mi ritrovo a barcollare come un veterano del vietnam dopo due cartoni di vino rosso.
Non che da bambino covassi il desiderio di fare l’astronauta, però è proprio quando a ventotto anni mi ritrovo in piedi al centro di una cucina, con il braccio destro piegato innaturalmente poiché intento a fotografare quello sinistro che scuote furiosamente un sacco di plastica trasparente contenente cosce di pollo color rosso alieno, che comincio a sospettare di avere qualche importante problema di socializzazione.

E’ fondamentale che vi assicuriate di aver irrorato, per quanto possibile, tutta la superficie delle cosce con la PAPRIKA del nostro SACCOCCIO.

…per poi infilarlo nel forno.

Il sacchetto de IL SACCOCCIO è prodotto con un materiale particolare che resiste alle alte temperature, e non è adatto all’utilizzo nel microonde.
I tempi di cottura indicati sono rispettivamente di cinquanta minuti per il pollo a pezzi, e di un’ora per il pollo intero, consiglio vivamente di lasciarlo andare qualche minuto in più per ottenere un coefficiente di croccantezza maggiore.

Dopo aver tagliato l’estremità del sacchetto de IL SACCOCCIO, versiamo il nostro pollo nella teglia, nel piatto, o dove cazzo volete voi.

Ecco vuotato il saccoccio: vi assicuro che non ho ingerito della plastica, anche se un effetto ottico sull’ultima diapositiva fa credere il contrario. Ad ogni buon conto, il mix di spezie crea un sapore ed un assieme di profumi gradevole, e la salsina sul fondo è piccante il giusto e rimpiango di non aver aggiunto le patate ne IL SACCOCCIO.
Però se la praticità sta tutta nella possibilità di non sporcare una teglia io non so se valga davvero la pena di acquistare il SACCOCCIO BUITONI. L’Arostina o prodotti similari sono un’alternativa decisamente più economica e sicuramente meno macchinosa.
E adesso sotto con la Simmenthal.

Voti!

Packaging: 4/5

Facilità di preparazione: 1,5/5

Qualità del prodotto: 3,75/5

Per ottenere maggior prestigio e successo con le donne c’è la pagina fan. Non smetterò mai di dirlo.

Read Full Post »

Torno dopo più di due settimane. Amici e parenti mi tirano le orecchie. “Aggiorna più spesso” – “E vabbè, ma se aspetto un tuo post mi vengono i capelli bianchi”. Il fatto è, amici miei, che non mangio ogni giorno roba precotta. Ad esempio oggi a pranzo ho mangiato orecchiette con olio e grana, e per secondo pop corn conditi con curry (è un abbinamento davvero molto stupido deciso perché avevo finito il sale, infatti mi sono pentito di averli mangiati. Sul serio, non provateci a casa).
Voglio dire, a volte cucino!

(saluti da Falluja)

Poi capita che il lavoro mi tenga lontano da casa, a pranzo. E nelle ultime due settimane ciò è capitato molto spesso. Ma voi mi volete bene ugualmente, vero?

Comunque, le recensioni ricominceranno ad avere una certa regolarità, in più approfitto per ringraziare i due gentili lettori che mi hanno fatto dono di un dominio di primo livello (non capendo nulla di php, però, al momento continuerò ad utilizzare wordpress: se volete darmi una mano vi darò un bacio sulla fronte).

Avevo da un paio di mesi nel freezer i panzerotti Buitoni, outsider della linea “Bella Napoli”. Non sono un grande estimatore delle pizze surgelate (ad eccezion fatta per “Pizza Ristorante” e la “Big American”), tuttavia il panzerotto è più difficile da rendere immangiabile; con i soli pomodoro e mozzarella, poi, la partita diviene ancor più semplice. Ciò che mi ha spinto ad acquistare questo prodotto è l’intrinseca malizia di poterlo riscaldare al microonde, in barba ai puristi del forno a legna.

La piccola confezione risponde agli standard della linea “Bella Napoli”, verde con il logo in rosso. Sotto un matterello stende un velo di pasta, sul quale v’è scritto “L’UNICA PASTA CROCCANTE ANCHE NEL MICROONDE”.
Alla fine di questo velo di pasta CROCCANTE ANCHE NEL MICROONDE, tre pomodori e due mozzarelle accluse in un tonderello rosso, nel basso poi un semicerchio afferma che questa è una NUOVA RICETTA. Strano, pensavo di aver mangiato agglomerati di farina e lievito farciti con pomodoro e mozzarella anche in altre occasioni durante la mia quasi trentennale esistenza. Evidentemente si trattava di manciate di ghisa disciolta con del colorante disposto con criteri randomici.
In basso a sinistra scopriamo che il contenuto della scatola è formato da due panzerotti, che si potranno preparare al microonde in tre minuti e mezzo.

Pochissime sbavature nel packaging, per i nostri amici della Buitoni.
Ovviamente, ripetono che tutto questo è molto genuino e ben impastato. E sapete perché? Perché Buitoni dal 1827 (dettaglio in alto a destra) profuma di bontà e calore. Dal 1827, mentre un vostro trisavolo procedeva alla iugulazione del maiale di campagna, i signori Buitoni già impastavano, impastavano, impastavano. E dal 1827 ad oggi ne sapranno a racchettate di impasto, no?

Scartiamo tutto e… sorpresa. Troviamo due mono porzioni in altrettante buste di plastica, all’interno delle quali sono adagiati i nostri panzerotti con tanto di cartoncino, che loro appellano come CARTONCINO CRISP. La preparazione descritta è la più semplice che possa esistere. Basta riporre il panzerotto nel CARTONCINO CRISP e infilarlo nel microonde per tre minuti e mezzo.

Il CARTONCINO CRISP ci sarà molto utile, perché da un lato farà da conduttore di caldo (con l’interno del CARTONCINO CRISP opportunamente argentato), dall’altro proteggerà le nostre estremità da possibili ustioni.
Si deve fare attenzione, dobbiamo mangiare il nostro PANZEROTTO BUITONI ad una temperatura adeguata, quindi due-tre minuti dopo la cottura; ce lo scrivono in tutte le lingue. Un po’ come sulle porte scorrevoli degli intercity dove dicono di non azionare il meccanismo di apertura durante la marcia. ATTENZIONE ATTENTION WARNING WARTEN ZUTATEN KLINGON ASSORETA.

Il prodotto è ottimo, probabilmente in quanto a sapore è il migliore recensito sino ad oggi. Sento di consigliarlo a tutti. Con cautela sfilo il PANZEROTTO BUITONI dal CARTONCINO CRISP e come nelle pubblicità lo apro a metà per fare l’effetto della mozzarella che fila creando un raccordo mozzarelloso fra una metà e l’altra. Tento qualche scatto, adagiando la fotocamera fra il mento e la fossetta del giugulo, ma ogni tentativo è più patetico dell’altro.

Note dolenti? Il prezzo. Costa circa tre euro e trenta.
E le dimensioni. I nostri panzerotti misurano meno di dieci centimetri.
A voi la scelta.

Voti:

Packaging: 3,5/5 (essenziale e diretto)

Facilità di preparazione: 5/5 (si possono fare anche al forno, però in quel caso non potrete avvalervi del CARTONCINO CRISP, ed il tempo di preparazione si alzerà esponenzialmente)

Qualità del prodotto: 5/5 (davvero buoni!)

Read Full Post »

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: