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Posts Tagged ‘gran ragù star’

Il ragù è, fra i condimenti della pasta, quello che preferisco. Peraltro so cucinarlo in maniera a dir poco sublime. Ma qui non siamo per banfarci di come facciamo il ragù, ma per giudicarne uno già fatto da altre esperte mani.

Non esiste ragù pronto che sia -non dico paragonabile a quello fatto in casa- ma neanche lontanamente presentabile come tale.
Ce la menano con i sughi al pecorino, piccanti, alle verdure grigliate, alla ricotta, alle olive, ma con il ragù non si può prendere per il culo nessuno: la carne deve essere carne, e deve essere l’elemento preponderante. Di solito quando si acquista il ragù pronto si ha a che fare con brodaglie rosse, con brandelli animali qua e là, ma oggi esaminiamo il GRAN RAGU’ STAR.

Però si parte male, già, perché è lo spot del GRAN RAGU’ STAR che toppa. Toppa perché il ragù è buono, ma non è esattamente una pietanza gradevole agli occhi. Una delle cose più fastidiose a tavola -almeno per me- è avere a che fare con quelli che lasciano tutto il ragù sul fondo del piatto, e a me fa schifo, schifo a tal punto che vorrei gettare del napalm e cancellare quella stanza e chi è stato capace di quel gesto.
E dove vanno a parare i nostri amici pubblicitari?
Su di una vecchia, acconciata da rompicoglioni, tipo la signorina Rottenmeier, che è a tavola con il suo bel piatto di ragù in scatola. Danno risalto alla figura austera della donna, che per rigidità nei tratti somatici e nei modi deve intendersene a pacchi, non è che una con questa faccia si metterà a fagocitare un ragù del cazzo preso all’autogrill di Cervignano, no?
Ed infatti le rifilano questo piatto di tagliatelle al GRAN RAGU’ STAR, dove ella affonda le fauci fino ad aver consumato avidamente il prodotto, chiedendo, alla fine se ce n’è ancora, con la faccia sporca di ragù, per far capire all’attento acquirente che se addirittura una snob così è riuscita a mangiarselo, figurarsi noi pregni di pezze al culo. Ecco, soffermandoci alle immagini sembra che la signora abbia appena ficcato la testa nel pannolino di un infante affetto da dissenteria, o che abbia fatto la lotta nello stallatico equino, oppure che abbia partecipato ad un’orgia scat di una produzione porno giapponese.

Il GRAN RAGU’ STAR mi è costato dicasi euro due e cinquantadue centesimi nella versione classica, il prodotto è adagiato in una confezione di cartone, ove sono contenuti due barattolini da 180 gr, che dovrebbero donarci due porzioni.
La confezione esterna è priva di qualsiasi ghirigoro, con logo – nome del prodotto – foto di un piatto di tagliatelle. Alla fine ci fanno sapere che è stato prodotto solo con carni selezionate, come lo faremmo noi.

Ad ogni modo sul retro, lette tutte le informazioni nutrizionali del caso, trovano il modo per suggerirci una stuzzicante ricetta.

LE TAGLIATELLE IN CROSTA AL GRAN RAGU’. In pratica, seguendo la ricetta, si prende la pasta brisèe, la si schiaffa in forno, si buttano su delle tagliatelle, poi spenderemo l’equivalente del prodotto interno lordo del Gabon in GRAN RAGU’ STAR per riempire i quattro etti di pasta e faremo un figurone con i nostri amici a tavola che tireranno testate nel timballone grugnendo, chiedendo se ce n’è ancora, e con la signora della pubblicità che avrà già preventivamente immerso il volto nel GRAN RAGU’ comunicando a monosillabi che le è piaciuto con gli occhi sbarrati, mentre le partiranno brandelli di carne e sedani dalla bocca, e poi tutti a taggare le foto su facebook e a ridere come matti ah ah.

Questo ragù è comunque il migliore fra i suoi concorrenti. La percentuale di carne non delude (per il tipo di prodotto in esame, e sempre coscienti del fatto che il raffronto avviene con un mercato piuttosto povero), ed il sugo è denso, si intravedono addirittura le verdure del battuto.
Non necessita di preparazione, perché basta versarlo nella pasta appena scolata, et voilà, tutti a sporcarci il muso come bestie da soma nel piatto.
Inutile dire che con un barattolo ho condito il mio piatto.

Voti:

Packaging: 3/5 (un po’ più di fantasia, sembra la scatola di un fertilizzante per ortensie!)

Facilità di preparazione: n/d

Qualità del prodotto: 5/5 (è un po’ come disputare Real Madrid – Rappresentativa di Cesenatico, però. Se la domanda è “lo compro o non lo compro?”, la risposta sarà “fate il cazzo che vi pare, mi avete scambiato per vostra madre?”

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