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Quando penso al risotto alla milanese mi viene in mente l’amatissimo (da me) Gino Bramieri in “Nonno Felice”.
Era la prima metà degli anni ’90, e la famiglia Malinverni era composta da soli interisti. Il bambinetto rossocrinito e simpatico come un vulcano di psoriasi, rispondeva, alla domanda di nonno felice “Che cosa ha fatto il Milan?”, con un lapidario “Ha vinto, come sempre”. Mi piacerebbe sapere come Franco Oppini e Signora abbiano concepito la numerosa prole, nel numero di tre unità, con il nonno a peregrinare acca 24 nell’appartamento.

Ad ogni modo, dopo le scorribande dei nostri, il nobile quadretto sublimava molto spesso la propria consapevolezza di essere una rispettabile famiglia italiana, preparando un risotto alla milanese.

Sembra appunto che i milanesi amino questo nobile piatto, che nelle proprie tradizionali vesti annovera riso carnaroli, zafferano, midollo. KNORR ci presenta la propria personale versione, laddove al posto del riso carnaroli avremo il parboiled, al posto del midollo qualche specie di grasso vegetale, e al posto dello zafferano un grumo di sabbia raccolto direttamente dalla spiaggia di Gatteo Mare (scherzo: volevo solo rendere gradevole la lettura di questo post, la sabbia l’hanno presa ad Ostia! No, dai, veramente, lo zafferano c’è sul serio.)

KNORR compone questa bella confezione, dove si vede una cuffa con almeno settanta grammi di zafferano, una cipolla affettata, ed un piatto di risotto (hey, ma sembra il mio piatto! haha, ma che figata). Sfortunatamente colui -o coloro- che hanno progettato questa stuzzicante confezione, omettono dalla “sezione delle precisazioni for dummies” alcuni elementi fondanti della nostra lingua, come articoli determinativi e preposizioni semplici. In alto a destra ci indicano, infatti, o indicano ai vari Abdul, Ruperth e Dolores:

NO CONSERVANTI
NO GLUTAMMATO

grazie amigo!
Ce l’hanno a morte con il glutammato, chissà cosa minchia sarà questo glutammato che vogliono rimuovere a forza da tutti i risotti in busta? Noi non ce ne curiamo, perché si approssima l’ora del pranzo e già pregustiamo l’ora in cui il primo boccone di riso ci si scioglierà in bocca, all’ombra del Duomo, possibilmente augurando una dozzina di tristi sventure a lui, piccolo ebete dimenticato dal pubblico.

Il profumo del prodotto ancora liofilizzato è buono. Lo zafferano ha un sapore comunque caratteristico che può piacere, come far sviluppare la gotta.

Sul retro del pacco ci indicano le modalità di preparazione, con una quantità d’acqua fredda pari a 500 ml, dove verseremo e mescoleremo il prodotto. Poi, a 100 gradi celsius raggiunti, si porta tutto a fuoco medio per 15 minuti circa, e va da via el cul.

Se da un lato si risparmiano, poiché non vi sono suggerimenti per equilibrare il pasto abbinando il nostro piatto ad altri di agevole preparazione come per esempio gli asparagi gratinati su letto di lattuga belga con scorza d’arancio ed essenza di cardamomo, e spezzatino in crosta di senape di un mammifero estinto dalla prima metà del ‘700, dall’altro c’è la sezione del TOCCO PERSONALE.

Mentre vostra moglie sta bestemmiando come un muratore serbo ogni santo appeso sul calendario perché hanno sostituito Greys Anatomy con la milleduecentotrentesima replica di “Mamma ho perso l’aereo”, potrete attenuare il suo broncio con il TOCCO PERSONALE.

“Cara, sto preparando il risotto in busta, lo vuoi il tocco personale?”

“Ma ho le mie cose!”

“Ma non ‘quel tocco’, sciocchina!”

“uhuhuh”

“ehehehe”

Il TOCCO PERSONALE suggerito in questo caso appare nelle vesti di miss NOCE DI BURRO, FORMAGGIO GRATTUGGIATO BOY, o di MISTER CUCCHIAIO DI OLIO EXTRA VERGINE DI OLIVA.
Mai avrei pensato ad una spolverata di formaggio grattuggiato su di un risotto.

Il risotto è giallo, quindi già per questa ragione fa la sua porca figura.
Seguendo la cottura nei tempi indicati esso ha mantenuto un grado di cottura al dente (difficile scuocere un parboiled). Il vero risotto alla milanese ha un sapore molto più deciso di questo, che oltretutto manca di sale. Le porzioni sono effettivamente due.

Voti:

Packaging: 5/5 (A BUANA PIACERE PACCO RISO SENZA GLUTAMATO)

Facilità di preparazione: 5/5

Qualità del prodotto: 3,5/5 (c’è di meglio, ma anche molto di peggio)

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Ed eccoci qui per un’altra imperdibile ricetta (ho finito gli incipit).

Ah, la pasta e fagioli: anello di congiunzione fra Lino Toffolo ed Anna Magnani.
La pasta e fagioli è un piatto della tradizione popolare italiana che unisce gag da meteorismo, attitudini e sentimenti comuni attorno al calore di una casa e di una famiglia, possibilmente povera e reduce da un conflitto mondiale.

In questo scenario potremmo immaginare i nostri nonni descritti in più di qualche occasione da Vittorio De Sica.

Luigi torna nella sua casa dalla fabbrica alle sei della sera, si toglie il cappello e appoggia le chiavi sulla umile credenza, bacia la moglie Diletta sulla guancia, mentre ella è intenta a mescolare la minestra. Poi si gira verso il primogenito e gli assesta una mezza dozzina di cinghiate berciando in qualche dialetto meridionale (tanto per rendere l’atmosfera neorealista) perché così il virgulto comincerà a comprendere le difficoltà della vita.
Arrivano gli altri sei figli, tutti si occupano di preparare la tavola, e via, a mangiare in silenzio la pasta e fagioli, con il padre -capotavola- che tiene la testa vicino al piatto e fa il risucchio. Poi il risucchio lo fa anche il primogenito, ma si prende un’altra sequenza di cartoni sulle gengive, un po’ per comprendere le difficoltà della vita, un po’ perché non è educato.

KNORR propone questa confezione strepitosa, senza troppi ghirigori. C’è un piatto verde colmo di ditalini rigati e borlotti. Attorno al piatto si vede la risulta della preparazione della ricetta: fagioli, pomodorini, pasta cruda.
Il logo KNORR compare in alto a sinistra e non c’è traccia di didascalia o precisazione nutrizionale di sorta. Le porzioni teoriche sono tre, e questo viene precisato con una sola, unica, dicitura “3 PORZIONI”. Era quello che volevamo.
Ci si poteva risparmiare, forse, il “golosa ricetta rustica”.

Sul retro della confezione se la scoattano con i vari consigli per rendere il piatto più gradevole e il tuo pasto più equilibrato con cubetti di prosciutto et similia, qui, per esempio dicono:

“PER UN PASTO COMPLETO ED EQUILIBRATO ABBINA ALLA PASTA E FAGIOLI DEL PESCE ALLA GRIGLIA E DEI POMODORI GRATINATI E CONCLUDI CON UN FRUTTO FRESCO”

Naturalmente. Compro una PASTA E FAGIOLI disidratata con tempo di preparazione pari a 5 minuti, per poi farmi il culo a capanna con pomodori gratinati e pesce alla griglia.
Oggi a pranzo branzino alla griglia e pasta e fagioli knorr!
A parte questo, nient’altro da segnalare se non un numero verde con il servizio consumatori, che un giorno contatterò, così, per curiosità.

La preparazione è agevole e veloce: 750 ml di acqua fredda, alla quale va aggiunto il prodotto, si porta tutto ad ebollizione a fuoco vivace, poi si abbassa la fiamma per cinque minuti.

In questo caso, verificato il contenuto di una sola busta, si può tranquillamente affermare che la busta di PASTA E FAGIOLI KNORR, contiene due buone porzioni.

(con aggiunta di olio a crudo, e pepe nero)

Il sapore della minestra è intenso, e la classica sensazione di cibo precotto si fa sentire, ma in maniera molto lieve: sembra quasi di mangiare una cosa home made.
Qualche fagiolo disidratato non si è reidratato, quindi alcuni di questi legumi sapevano di arachidi.
Non so perché, cari voi, ma sapevano di arachidi e si sfarinavano sui molari, come le arachidi tostate che vi danno con lo spritz aperol. La pasta, dopo i cinque minuti di cottura, ha dimostrato una notevole tempra (e la “prova minestrone” sappiamo tutti quanto sia perigliosa per i nostri amici ditalini rigati).

Per poco più di un euro, un’ottima soluzione.

Voti:

Packaging: 4/5 (semplice e diretto)

Facilità di preparazione: 4/5 (sarebbe da cinque, ma alcuni rincoglioniti magari non sanno dosare l’acqua e il piatto viene un macello)

Qualità del prodotto: 4/5

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